© 2013 Luigi Terenzi Copertina 1a

Il fotolibro: “Modena… incontro con la città”

Il GhirlandinaPhotography quest’anno,  come lavoro corale,  si è dedicato alla produzione di un fotolibro.   Il soggetto…. Modena, una “modella” ideale e mai banale.   La “mission”….  cercare angoli, sguardi, persone, momenti di vita ed eventi che ci emozionassero ma non “La” tradissero snaturandola.   I testi, presenti nel volume, sono riportati integralmente dopo la galleria delle foto.

 

GhirlandinaPhotography
Nel 1982 Franco Guerzoni e alcuni appassionati fondano il Circolo Fotografico “La Ghirlandeina“.   Nel corso degli anni il Circolo ha organizzato corsi di fotografia, mostre ed eventi fotografici.   Ogni anno viene effettuato un ciclo di proiezioni di autori che possono così manifestare in pubblico la loro personale forma di espressione fotografica.   Nel 2010 in occasione della creazione del sito Web il Circolo ha assunto il nome di Ghirlandina Photography.   Il Circolo ha privilegiato in modo particolare il rapporto con la Polisportiva San Faustino e con gli organismi territoriali del Comune di Modena.
Alessandro Chiaro
Presidente del circolo

Presentazione
Il Circolo Fotografico Ghirlandina presenta il libro “ Modena – Incontro con la città “, un’opera collettiva dei soci sul luogo di vita che ci accomuna.   Abbiamo privilegiato una fotografia che cogliesse angoli e sguardi, segni, persone, momenti di vita comunitaria.   Il libro vuole essere un contributo a vedere e “ rivedere “ la città per farla ancora più nostra.   Costruire insieme il libro è stato importante  per gli amici del gruppo fotografico perché ha permesso un “ procedere  insieme “ nella ricerca e nella conoscenza reciproca.   Ci auguriamo che il nostro lavoro possa essere apprezzato da chi “incontrerà “ il libro.
Alessandro Chiaro
Presidente del circolo

Introduzione
Non sono un fotografo e neppure sono esperto di fotografia, l’unico titolo di cui posso fregiarmi in questa piacevole circostanza è che sono nato a Modena e a Modena sono vissuto per tutta la mia vita, oramai abbastanza lunga, e dunque conosco questa città e ne ho visto le trasformazioni, che nel corso degli anni hanno cambiato radicalmente il volto di Modena, almeno esteriormente. In tutti questi anni ho avuto modo di sfogliare tanti album fotografici su Modena, ma tutte quelle raccolte, a parer mio, parere di un amante della fotografia, non di un esperto, hanno un difetto, o meglio, diciamo, un limite in comune. Il fotografo in quei lavori si impadronisce della sua città, la fagocita per così dire, per poi farla rinascere in una nuova luce, dando vita a strade, piazze, fontane, palazzi, cortili, che indubbiamente possono affascinare l’osservatore ma che al tempo stesso lo spingono a chiedersi: ma è questa Modena, la mia Modena? che strano, non avevo riconosciuto quella piazza, quella strada, eppure l’ho vista centinaia di volte, l’ho attraversata spesso, che strano!
Quello che mi ha colpito nella raccolta fotografica che sto presentando è il fatto che questi fotografi dimostrano amore e rispetto per la loro città, quasi timorosi di deformarla con giochi di luce troppo audaci o con la cura maniacale di un particolare. Il risultato è che essi sono riusciti a recuperare una Modena quotidiana, la Modena alla quale i modenesi sono legati e che ha un’aria familiare, quasi si trattasse di un parente caro o di un amico cui si è legati da affetto profondo. Sfogliare questo album ha significato per me passeggiare per la mia città, ammirandone gli aspetti più belli, ma anche assaporando il piacere di riscoprire angoli dimenticati, scorci affascinanti, che l’occhio distratto del passante frettoloso spesso non riesce a vedere.
Ma c’è un’altra cosa, a mio parere importante, che rende particolarmente interessante questa iniziativa e che fa trasparire la personalità e gli interessi di questo gruppo di lavoro, il Circolo Fotografico Ghirlandina. Ecco, quella che esce da questa raccolta di fotografie non è una Modena statica, da cartolina, ma una Modena viva, una città che non è fatta solo di monumenti e di chiese, di piazze e di fontane, bensì una città impregnata di persone, di iniziative, di incontri, in sostanza di tutte quelle cose che rendono una città la tua città, l’ambiente familiare in cui ti muovi, ma al tempo stesso un’occasione di incontro, di nuove conoscenze, di stimoli culturali e sociali. Penso ad esempio alle immagini legate alle celebrazioni del 25 aprile o a quelle del Festival della Filosofia, o anche a quelle, di più stretta modenesità ma non meno importanti, che ci ricordano Sandrone e il suo immancabile sproloquio. Penso anche alle fotografie che immortalano una presenza costante nel paesaggio modenese, in genere però un po’ trascurata dai fotografi, ovvero la bicicletta, un mezzo di trasporto che, a differenza di altri, avvicina i cittadini e contribuisce a dare un volto umano alla nostra città.
Vorrei ricordare, per finire, una delle ultime fotografie, per essere precisi la penultima, quella che ritrae di spalle due giovani, un ragazzo e una ragazza, che si tengono teneramente per mano mentre si incamminano verso un futuro che si apre su una strada un po’ buia, illuminata dalla luce verde, discreta ma ben visibile, di un semaforo. Un messaggio di speranza, che di questi tempi riesce ben gradito.
Giancarlo Bavutti

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